martedì 15 maggio 2007
Lippini Abelardo fu Pasquale (Maresciallo)
Nato il 15/07/1897 a Cortemaggiore (PC) ed ivi residente. Era coniugato con Guareschi Elvira ed aveva tre figli. Combattente della guerra 1915-18, iscritto al PNF antemarcia, Squadrista, Marcia su Roma. Fino all'8 settembre 1943 fece parte della VI Legione M.A.C.A.; dopo tale data ottenne l'arruolamento nel 630° Comando Provinciale della G.N.R. di Piacenza, venendo inquadrato con il grado di Maresciallo. Decedeva il 24 aprile 1945 in S. Rocco al Porto (LO), ove si era recato per motivi di servizio, in seguito alle gravi ferite riportate nel corso di un'incursione aerea nemica che in quel giorno si era colà abbattuta. I resti mortali riposano ora nel cimitero di Cortemaggiore.
lunedì 14 maggio 2007
Campanini Ugo di Filomeno (Caporale)
Nato il 27/03/1915 a Sorbolo (PR) e residente a S. Giuliano di Castelvetro Piacentino. Era coniugato con Faversani Giovannina ed aveva due figlie. Già Milite Ausiliario del 630° Comando Provinciale della G.N.R. di Piacenza, nel luglio 1944 passò alla XXVIII Brigata Nera "Pippo Astorri" di Piacenza nella quale venne incorporato con il grado di Caporale. Il 29/04/1945 fu arrestato dai partigiani e nei primi giorni del maggio successivo liberato dopo aver subito torture. Venne arrestato una seconda volta il 13/07/1945 perché imputato di collaborazionismo. D'ordine della Corte d'Assise Straordinaria di Piacenza venne scarcerato e rimesso in libertà il 03/11/1945 perché assolto in istruttoria. Decedeva il 4 dicembre 1954 in conseguenza delle infermità contratte per cause di servizio ed aggravate durante i periodi di detenzione. I resti mortali riposano nel cimitero di S. Giuliano di Castelvetro Piacentino.
domenica 13 maggio 2007
Almeri Mario (Squadrista)
Nato ad Alseno (PC) e residente a Fiorenzuola d'Arda (PC). Era coniugato con Tanzi Valentina. Guardiano presso il Consorzio Irriguo della Valdarda. Combattente della I° guerra mondiale , Ardito, iscritto al PNF antemarcia, Squadrista, partecipante alla Marcia su Roma, invalido civile di guerra a causa delle gravi ferite riportate nel corso dell'indiscriminata incursione aerea nemica del luglio '43 su Fiorenzuola d'Arda. Il 25/04/1945 fu prelevato nella propria casa di Fiorenzuola d'Arda da elementi partigiani e condotto nel carcere locale. Durante la prigionia subì ogni sorta di maltrattamenti. Il 25 maggio 1945 venne portato fuori dal carcere da un gruppo di partigiani e trascinato a forza di schiaffi e calci sulla piazza principale del paese. Qui fu fatto salire su di una specie di palco, fu presentato, ad una folla inveente di comunisti e partigiani, come criminale fascista e, con la minaccia delle armi, fu costretto ad ingoiare un miscuglio di orina ed olio pesante. Infine fu condotto in zona partigiana in località "Valle" di Pecorara (PC) dove veniva finito a colpi di mitra. La salma del martire ripescata in un fosso presentava tracce di un grave oltraggio. Aveva 50 anni. I resti mortali riposano ora nel cimitero urbano di Piacenza.
sabato 12 maggio 2007
Mocchi Giovanni fu Felice (Milite Ausiliario)
Nato il 26/04/1897 a Gossolengo (PC) e residente a Piacenza. Era coniugato con Mietti Margherita e aveva due figli. Combattente della guerra 1915-18, mutilato di guerra, iscritto al PNF antemarcia, Squadrista, marcia su Roma. Milite ausiliario del 630° Comando Provinciale della G.N.R. di Piacenza. Mentre era in forza al Presidio di Bettola (PC) fu catturato dai partigiani e condotto prigioniero a Farini d'Olmo (PC) dove veniva fucilato in quel cimitero il 16/06/1944. Fu sottoposto a sevizie di ogni genere, in un primo tempo nell'ex caserma dei Carabinieri e poi sulla piazza e nelle vie della borgata. Gli furono usati trattamenti inumani: privato delle scarpe fu costretto a girare a piedi nudi sulla piazza, sotto continui calci e schiaffi al punto che era tutto sanguinante per la riapertura di una ferita al viso riportata durante la guerra 1915-18. Infine fu accecato anche di un occhio. Dietro intervento del Parroco del luogo fu risparmiato al Mocchi, nel pomeriggio, di portarsi da solo la cassa mortuaria sino al cimitero. Anzi lo stesso sacerdote diede il braccio al Mocchi, il quale era esausto in seguito ai disumani trattamenti, e lo accompagnò fino al camposanto, posto a circa due chilometri dalla borgata. Qui venne fatto fucilare da tre militi compagni di prigionia dietro ordine del capo dei partigiani, I tre militi furono costretti a sparare singolarmente un colpo di fucile ciascuno contro il camerata sotto la minaccia delle armi. Uno di questi, dopo aver sparato il colpo, svenne. I tre militi, cui venne lasciata salva la vita, furono costretti a seguire la banda di partigiani. Al martire era stato precedentemente permesso di confessarsi e comunicarsi come egli aveva chiesto. I resti mortali riposano ora nel cimitero di Piacenza.
venerdì 11 maggio 2007
Ziliberti Giuseppe Amerigo di Giacomo (Milite)
Nato ad Iseo (BS) e residente a Clusane sul Lago d'Iseo (BS). Militarizzato con "T.D.T." al seguito delle truppe tedesche. Cessate le ostilità, mentre con un altro camerata transitava a piedi per Caorso (PC) per raggiungere la sua abitazione a Clusane, fu fermato dai partigiani del luogo e condotto al loro comando dove venne interrogato e trattenuto perché sospettato colpevole del reato di collaborazionismo con il tedesco invasore. Subì subito numerose percosse ed il giorno seguente fu fatto sfilare per la via principale della borgata e continuamente colpito con schiaffi, pugni e calci dai partigiani e dai comunisti schierati lungo il loro passaggio. Fu visto passare con i segni di numerose percosse sul viso, sul capo e sulle mani. Il 14 maggio 1945 venne prelevato dal comando con un camioncino da alcuni partigiani con il pretesto di volerlo trasferire, con altri due prigionieri, alle carceri giudiziarie di Piacenza. Invece, giunti con l'automezzo nei pressi di Roncaglia di Piacenza, fu fatto discendere e trascinato in località "Celati" di Roncaglia di Piacenza ove veniva ucciso a colpi di mitra dietro l'argine della sponda destra del fiume Po e colà abbandonata la salma. I resti mortali in data 25/08/1958 furono traslati dal cimitero di Piacenza a quello di Clusane sul Lago d'Iseo.
giovedì 10 maggio 2007
Piergiorgi Bernardino fu Ettore (Sottotenente)
Nato il 23/06/1918 a Piacenza ed ivi residente. Già Sottotenente del 90° Reggimento Fanteria, dopo l'ignobile armistizio aderì alle FF.AA. della R.S.I. e dietro sua domanda venne trasferito in Germania per frequentare un corso di perfezionamento; fu incorporato con il grado di Sottotenente dei Bersaglieri nella Divisione "Italia". Rientrò dalla Germania in licenza per portare un fiore sulla tomba della adorata sorellina Mariuccia che da poco era perita nel corso di un indiscriminato mitragliamento aereo nemico avvenuto in quel di Bettola (PC) dove la famiglia era sfollata. Mentre si avviava in bicicletta a compiere l'atto pietoso fu catturato dai partigiani e condotto nei pressi di Tollara di S. Giorgio (PC) ove veniva depredato di tutto, compresa la bicicletta. Fu passato per le armi il 28 dicembre 1944 dopo essergli stato imposto di scavarsi la fossa. I resti mortali riposano ora nel cimitero di Piacenza.
mercoledì 9 maggio 2007
Repetti Nereo fu Giuseppe (Milite Scelto)
Nato il 04/09/1885 a Farini d'Olmo (PC) e residente a Bettola (PC). Era coniugato con Locatelli Eulalia ed aveva due figli. Milite Ausiliario del 630° Comando Provinciale della G.N.R. di Piacenza. Fucilato dai partigiani il 16 giugno 1944 in località "Rio di Macadina" di Pradovera (PC). Catturato dai partigiani mentre era in forza al Presidio della G.N.R. di Bettola, fu prima sottoposto a numerose sevizie nella ex caserma dei Carabinieri, poi venne condotto a Farini d'Olmo dove fu costretto ad assistere al supplizio di un altro milite. Dopo averlo privato delle scarpe, lo spinsero a piedi nudi, colpendolo ripetutamente con pugni, schiaffi e calci, fino a Pradovera ad una decina di chilometri sui monti. Qui veniva fucilato dal comandante partigiano alla presenza di un fratello ivi residente. Prima di fucilarlo i partigiani gli imposero più volte di gridare "Viva Stalin!"ma egli rispose ogni volta: "Viva l'Italia!; Viva la Repubblica Sociale!". Lo stesso comandante partigiano, rimasto sorpreso del fiero comportamento di questo Milite di fronte al plotone di esecuzione, dichiarò alla famiglia di un altro fratello, residente nello stesso paese, che egli stesso avrebbe desiderato morire in quel modo. I resti mortali riposano ora nel cimitero di Pradovera.
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